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Impegno sociale per il contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie

giovedì 7 marzo 2019

La lettera di LTM a sostegno di Giovanna Ceribelli

Nei giorni scorsi sono apparse notizie di stampa in base alle quali la Dott.ssa Giovanna Ceribelli - che LTM aveva ospitato a Novara il 16 marzo 2016 - avrebbe potuto essere esclusa dalla commissione anticorruzione della Regione Lombardia di cui faceva parte. Qui di seguito la lettera che il Direttivo dell'Associazione, per il tramite del suo presidente, ha voluto inviare il 21 febbraio 2019, al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Attilio Fontana: "Gentile Presidente Fontana,


l'Associazione La Torre-Mattarella si occupa di antimafia sociale sin dal 2009, quando un piccolo gruppo di volontari preparò un dossier sulla criminalità organizzata in Provincia di Novara.

Come Associazione abbiamo avuto modo di conoscere la Dottoressa Ceribelli diverso tempo fa.

La Dottoressa Ceribelli venne a Novara, su nostro invito, per discutere di dinamiche corruttive e per spiegarci come la corruzione penetri negli ambienti imprenditoriali, associativi e politici più diversi.

Ci era chiaro da tempo, infatti, che la corruzione rappresentava l'humus sul quale cresce la mala pianta del crimine organizzato che, non trovando più gli anticorpi di una società rispettosa della legalità nell'economia, nell'imprenditorialità, nel volontariato e nella politica, è facile e volenterosa preda delle mafie.

Altrettanto evidente era, per noi, il fatto che le mafie non si fanno fermare né dai confini provinciali né da quelli regionali né da quelli nazionali. Siamo noi, cittadini comuni, che distinguiamo il Piemonte dalla Lombardia. Siamo noi che diciamo "di là dal Ticino". Per le mafie, invece non ci sono confini ma un unico, fertile e disponibile terreno di conquista.

La Dottoressa Ceribelli, rappresenta, per l'Associazione la Torre-Mattarella, il prototipo della professionista che si attiene solo alla deontologia professionale e alle risorse etiche che molti considerano come proprie del Nord del Paese ma che pochi possiedono davvero: onestà personale, etica del lavoro, capacità professionali, intelligenza e umanità, dirittura morale, impegno che trascende il dovere.

Per tutte queste ragioni, leggendo le notizie di stampa che mettono in dubbio la presenza della Dottoressa Ceribelli nella Commissione anticorruzione che la Regione Lombardia ha meritoriamente costituito, ci sentiamo in dovere di associare la nostra voce a quella dei molti che si oppongono a questa possibilità.

È indubbio che la Dottoressa Ceribelli, operando efficacemente, imparzialmente e sempre nei limiti delle sue competenze, abbia potuto dare fastidio a molti.

Ma questi molti sono proprio coloro che i cittadini onesti, siano essi lombardi, piemontesi o siciliani, vorrebbero vedere allontanati dalle istituzioni, dalla politica e dalla economia.

Mi lasci dire, infine, che il tema della sicurezza ha senz'altro molte declinazioni ma sarebbe assurdo non vedere come la corruzione e le mafie siano i più potenti fattori di smantellamento della vera sicurezza per tutti, nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, nel mondo delle imprese e i ogni altro settore della vita civile.

Perciò le rivolgo l'appello della Associazione La Torre-Mattarella, del suo Direttivo, dei suoi iscritti e simpatizzanti, e anche il mio personale, affinché la Dottoressa Ceribelli possa far parte della rinnovata Commissione anticorruzione.

Crediamo che sarebbe un colpo durissimo per l'immagine e l'azione della Regione Lombardia se ciò non avvenisse.

Se la Dottoressa Ceribelli fosse esclusa dalla Commissione, personalmente e come Presidente dell'Associazione La Torre-Mattarella non esiterò a esprimere alla stampa e in ogni sede istituzionale, politica e sociale il mio giudizio per una scelta totalmente sbagliata e punitiva, non per la Dottoressa Ceribelli, ma in primo luogo per tutti i cittadini lombardi.

Confidando che ciò non possa avvenire e che la Regione sappia e voglia fare una scelta saggia e giusta

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