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Impegno sociale per il contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie

lunedì 23 dicembre 2019

Nuove indagini sull'assassinio del fratello del Presidente: i fascisti e la mafia responsabili del delitto

Colt cal. 38 (Wikipedia)
L' "Espresso" pubblica un articolo dedicato alle novità circa l'omicidio di Piersanti Mattarella, già, in parte anticipate dal libro di Giovanni Grasso, Piersanti Mattarella: da solo contro la mafia. Ecco l'inizio del pezzo di Lirio Abbate e Paolo Biondani: "C'è una pistola calibro 38 che collega l’omicidio del presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, con l’assassinio del
magistrato Mario Amato, ucciso a Roma il 23 giugno 1980. Il primo omicidio fu deciso dalla cupola di Cosa nostra, ma gli esecutori sono sempre rimasti ignoti. Il secondo fu organizzato e portato a termine dai terroristi neri dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar). La connessione fra i due delitti sta in una Colt modello Cobra calibro 38 special. È l’arma sicuramente impugnata dal killer neofascista Gilberto Cavallini per sparare un solo colpo alla nuca di Amato. Per l’assassinio del magistrato sono stati già da tempo condannati esecutori e mandanti, tutti terroristi di destra.


Un anno fa, il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, ha riaperto l’inchiesta sull’omicidio Mattarella, per cercare di dare un nome agli esecutori materiali. La svolta nelle nuove indagini emerge da una perizia sulle armi: la pistola che ha ucciso il magistrato risulta «coincidente» con la calibro 38 che era stata utilizzata sei mesi prima per eliminare l’autorevole politico siciliano, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, e fermare la sua azione di rinnovamento della Dc e di contrasto alla mafia e ai suoi complici.

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