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Impegno sociale per il contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie

giovedì 5 marzo 2015

Le cave di Romentino a Ballaro'

Il servizio mandato in onda da Ballaro' sulle cave di Romentino documenta una situazione ben nota e i cui effetti come lo sversamento di rifuti tossici per "ripristinare" il livello del terreno, purtroppo, continueranno a permanere nel terreno per anni. Per quanto riguarda le modifiche alla legislazione regionale sulle cave, occorre prendere coscienza della necessità di costituire un gruppo di pressione, costituito dai soggetti portatori di interessi (singoli o
associazioni ambientaliste, interessate alla salute pubblica o al contrasto alle mafie)  che faccia da contraltare degli interessi del mondo imprenditoriale del settore per varie ragioni:

1) L'Europa ci chiede di passare dalle cave al riciclaggio dei materiali 
2) Non sappiamo quale sia il fabbisogno piemontese attuale di materiali estratti da cava né quali siano le quantità importate né quali siano le proiezioni per il futuro.
3) Se si deciderà finalmente di andare nella direzione di limitare il consumo di territorio è evidente che si dovrà costruire meno e riutilizzare di più (vedi punto 2)
4) Quella dei controlli rimane un'utopia legata ai limiti di personale e di risorse. In ogni caso se si smaltisce illegalmente in cava 1 kg di materiale tossico ci si chiede come sia possibile individuarlo su carichi di migliaia di quintali. 
5) Per quanto riguarda i canoni e le multe, se anche si moltiplicano per 10 i costi per i cavatori e le multe, ci sarà sempre convenienza ad agire in questo settore per chi usa le cave come discarica abusiva. Anzi rimarranno solo costoro. In ogni caso se l'obiettivo è proteggere il territorio e l'agricoltura il tema dei canoni mi sembra proprio inutile.

Questo è un settore che deve chiudere o essere fortissimamente limitato. Così come non produciamo più DDT, amianto o sacchetti di plastica non biodegradabili, così dobbiamo andare nella direzione di chiudere questo settore. Percio' ogni iniziativa legislativa che non abbia come obiettivo di diminuire anno per anno concessioni e cave fino ad arrivare a una situazione di minima presenza di queste strutture, è un palliativo che - purtroppo - avrà soltanto degli effetti omeopatici.

Al Direttivo di LTM resta solo la consapevolezza e la magra soddisfazione di essere stata tra i primi a denunciare pubblicamente quanto avveniva a Romentino attraverso incontri e iniziative.

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