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Impegno sociale per il contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie

mercoledì 10 dicembre 2014

Codorago (Como): il boss chiede al politico di togliergli la multa

Dal sito de "il Fatto" (qui l'intero articolo): "Nelle carte dell'inchiesta Arcobaleno della Dda di Milano emerge il caso del comune comasco di Cadorago, dove per togliere la multa al bar riconducibile ai clan si attiva l'intera macchina amministrativa. Storia di mafia e politica, di collusioni e rapporti nel profondo nord d'Italia (...) A Cadorago, settemila anime, Alta Brianza, profondo nord. Il copione è esemplare: il bar Bulldog di
Caslino al Piano, che gli investigatori ritengono riconducibile a Bartolomeo Iaconis (‘ndraghetista certificato tale con sentenza definitiva a metà anni Novanta), tiene aperto oltre l’orario di chiusura, i carabinieri di Lomazzo multano i titolari, i quali si rivolgono all’assessore di riferimento per non pagare. Risultato: si attiva l’intera macchina amministrativa, coinvolgendo sindaco, assessore, funzionari comunali (...) Tra i politici c’è Angelo Clerici, attualmente capo gruppo di minoranza, all’epoca assessore alla Sicurezza. Clerici, citato più volte nell’inchiesta Arcobaleno, si attiva (…) . Il sindaco, su richiesta dello stesso Clerici, ha voluto predisporre (…) una delibera fittizia con effetto retroattivo con la quale giustificare l’apertura del locale e aiutare quindi i gestori dell’esercizio commerciale, molto noti nella comunità come pregiudicati, a non pagare la contravvenzione".

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