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Impegno sociale per il contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie

venerdì 12 dicembre 2014

Una riflessione sulla politica

Si apprende che il Presidente del Consiglio intende inasprire le pene per chi si macchia del reato di corruzione, rendere più efficaci le misure di sequestro dei beni dei condannati e allungare i tempi per la prescrizione del reato. Vedremo poi nello specifico quali e di che tipo saranno le norme ma, in termini generali, tutto ciò è utile e positivo. Ma come non vedere la contraddizione - e lo scandalo - di un Presidente del Consiglio che ha come
suo interlocutore principale Silvio Berlusconi? Come non ricordare che i collaboratori più stretti dell'ex Presidente del Consiglio sono stati incarcerati per mafia (Dell'Utri), che egli stesso ha violato le norme fiscali corrompendo giudici e avvocati, che è ancora sotto inchiesta per aver corrotto un senatore (De Gregorio) con l'obiettivo far cadere il governo Prodi? Perché, se è lecito considerare un uomo simile come legittimo interlocutore politico in virtù dei voti presi alle elezioni, allora non ci si deve stupire delle trattative romane con i rappresentanti del "Mondo di mezzo" (R. Leggero).

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